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Oltre la latinità

Il riuso dei documenti membranacei e cartacei rappresenta una pratica diffusa tra il Medioevo e l’età moderna, non limitata a un singolo ambito culturale o linguistico. Questa si riscontra infatti in contesti documentari e tradizioni scrittorie differenti: documenti originariamente prodotti per fini giuridico-amministrativi potevano essere successivamente rifunzionalizzati per nuove finalità legate alla conservazione documentaria e libraria. Specifiche condizioni storiche e istituzionali contribuivano al manifestarsi di questo fenomeno, che si verificava secondo modalità e forme molteplici. Alla luce di questa prospettiva, il reimpiego dei documenti costituisce un rilevante ambito di indagine per lo studio delle culture documentarie di varie lingue, come quelle ebraica e greca.

Domenico Surace

Anche per le culture diverse da quella latina, lo studio del riuso dei materiali scrittori trova nel contesto librario una tradizione di ricerca più antica e consolidata. In particolare, i frammenti ebraici rientrano in un progetto di lunghissima durata, avviato in Italia negli anni Ottanta e progressivamente ampliatosi fino ad assumere una dimensione internazionale (Books within Books). I frammenti librari greci, meno numerosi, sono stati invece da sempre oggetto di attenzione per il loro carattere di eccezionalità e risultano per lo più censiti nell'ambito del database Pinakes.

Cristina Solidoro