REDDIS - REcycled meDieval DIplomatic fragmentS

Legature

Il principale contesto di riuso dei supporti scrittori, sia membranacei sia cartacei, è stato sicuramente quello della legatoria, in particolare di quella di natura economica.

Durante l’Alto medioevo, la pratica del riciclo dei supporti scrittori era legata principalmente alla scarsità e al costo elevato delle materie prime; pertanto, era comune riciclare codici e documenti inutilizzati per realizzare legature di nuovi volumi. Nel Basso Medioevo, l’esplosione e la diversificazione della produzione documentaria - alimentata da una massa crescente di scritture correnti all’interno delle cancellerie comunali, degli uffici pubblici, delle botteghe notarili e degli ambienti mercantili - ulteriormente intensificata nei contesti ecclesiastici in età della Controriforma, generò una forte e continua domanda di materiali da legatoria a basso costo: un’esigenza che creò un vero e proprio mercato di supporti scrittori di scarto, talvolta venduti ai cartolai a peso.

Nei libri e nei codici di maggiore pregio è più raro trovare elementi di riuso provenienti da vecchi manoscritti e documenti smembrati e scartati; questi, se presenti, erano generalmente impiegati internamente alle legature, ad esempio come rivestimenti interni dei piatti o in altri punti non visibili. Proprio i documenti pubblici e privati, di solito vergati su un solo lato della pergamena, si prestavano molto bene per essere riutilizzati in questo modo, lasciando il verso non scritto rivolto all’esterno: un trucco che permetteva di ottenere un risultato molto simile a una legatura realizzata con materiale nuovo.

Per ragioni di durevolezza, si riscontra un uso quasi esclusivo della resistente pergamena in tutte quelle componenti della legatura maggiormente sollecitate e soggette a usura, come le coperte, i legacci, i dorsi, le brachette e le toppe di riparazione. La carta, per via della sua natura più fragile, veniva più di frequente destinata a rivestimento interno dei contropiatti, come carte di guardia, oppure venivano pressati e incollati tra loro numerosi fogli cartacei per realizzare piatti rigidi di cartone per registri e volumetti di uso più quotidiano.

Roberta Napoletano