REDDIS - REcycled meDieval DIplomatic fragmentS

La digitalizzazione

La digitalizzazione di un bene culturale è un’operazione tecnica specialistica che coniuga l’uso delle tecnologie fotografiche con la conoscenza delle peculiarità fisiche della fonte e delle sue modalità di manipolazione. Digitalizzare significa creare una copia digitale, che non sostituisce l’oggetto, ma che ne amplia le possibilità di accesso anche da parte di un pubblico non specialistico e ne testimonia, inoltre, anche lo stato di conservazione. Quindi, la digitalizzazione è uno strumento utilissimo che garantisce un equilibrio tra l’esigenza di fruizione e la salvaguardia dell’oggetto.

Il tema della digitalizzazione del patrimonio manoscritto è entrato da subito nel dibattito critico e tra gli obiettivi della frammentologia. Infatti la creazione di digital libraries collaborative dedicate specificamente ai frammenti manoscritti e la loro condivisione in rete stanno dando un forte impulso agli studi critici su queste fonti, facilitando i confronti; potenzialmente, la loro riproduzione, abbinata alla creazione di database specifici con immagini e descrizioni catalografiche, consente di riunire virtualmente i disiecta membra, ossia di ricostruire parti di codice o documenti che sono stati smembrati in più lacerti, e magari conservati anche in luoghi differenti e distanti tra loro.

Proprio per via della loro natura mutila, i frammenti versano spesso in cattive condizioni di conservazione, ma le recenti applicazioni ai beni culturali delle tecniche di imaging multispettrale consentono il recupero, almeno parziale, di scritture che ad occhio nudo risultano illeggibili, grazie alla realizzazione di immagini digitali ottenute dalla combinazione di varie lunghezze d’onda della luce.

Infine, è importante sottolineare come la digitalizzazione dei frammenti in situ sia una grandissima sfida dal punto di vista tecnico: è ancor più necessario bilanciare l’esigenza di tutela dell’integrità del frammento - o frammenti – legati all’oggetto sede di reimpiego, cercando, al contempo, di realizzare immagini più complete possibili e organizzarle secondo una logica che consenta di comprendere sia la disposizione testuale del lacerto, sia le condizioni e le modalità di riuso.

Roberta Napoletano