REDDIS - REcycled meDieval DIplomatic fragmentS

Il database REDDIS

La scheda si articola in più sezioni. Innanzitutto, vengono forniti i dati di identificazione del frammento e le informazioni sull'istituto di conservazione nonché il contesto di reimpiego ed eventuali collegamenti con altri frammenti un tempo appartenuti alla stessa unità originaria e oggi rintracciabili in sedi di conservazione diverse.

A questa prima sezione identificativa, ne seguono altre due di descrizione esterna (materia del supporto, dimensioni, stato di conservazione e aspetti paleografico-codicologici) e interna del frammento, quest'ultima specificatamente pensata per valorizzare elementi tradizionalmente assenti nelle schede di catalogazione libraria, ma decisivi per riconoscere funzioni e modalità d'uso del reimpiego documentario. Vengono infatti registrati fattori determinanti per la corretta identificazione della tipologia diplomatistica di ogni frustolo e per la ricostruzione delle pratiche notarili e cancelleresche che ne hanno caratterizzato la fase di genesi: numero e posizione dei documenti leggibili su ciascun lacerto e per ognuno data cronica e topica, tipologia giuridica, tradizione (minuta, imbreviatura, originale, copia, falso), regesto, nonché elementi di autenticazione (sottoscrizioni, signa, sigilli).

Particolare rilievo assumono poi le sezioni dedicate allo scarto e al riuso, che permettono di contestualizzare tempi, luoghi, responsabili e cause di passaggi funzionali successivi a quello redazionale e di prima fruizione, restituendo al frammento tutta la complessità insita nel suo essere non solo contenitore testuale di fatti di natura giuridica, ma anche testimonianza di processi materiali, culturali, economici e istituzionali.

Marta Luigina Mangini