REDDIS - REcycled meDieval DIplomatic fragmentS
Il restauro
Una pratica storicamente diffusa, sia in contesti occidentali che orientali, era quella di ritagliare sezioni di manoscritti da altri codici per comporre, rinforzare o riparare le legature. Già nel Medioevo, gli interventi sui documenti e sui codici erano eseguiti per garantire la leggibilità del testo: l’obiettivo principale era preservare il contenuto, senza particolare attenzione ai materiali utilizzati, al valore estetico e alla valenza storica dell’oggetto. Il contenuto testuale era considerato prioritario, mentre legatura, riparazioni e frammenti di riuso erano spesso ignorati.
Con l’avvento dei secoli XVII e XVIII, il crescente interesse rivolto alla dimensione estetica dell'oggetto-libro, probabilmente in concomitanza con l’emergere del collezionismo, portò a interventi più invasivi, spesso a scapito della memoria storica del libro: le legature venivano rifatte o spogliate dei frammenti di reimpiego, che furono sostituiti secondo i gusti dell’epoca o anche rimossi con l’intento di studiarli e riassemblarli per restituirli alla loro configurazione originaria. Nel XIX secolo si iniziarono ad approfondire le tecniche di restauro, studiando materiali e supporti, ma gli interventi restavano orientati a metodi empirici, a discapito della duplice valenza materiale e immateriale del bene.
Solo nel corso del Novecento, grazie allo sviluppo del restauro scientifico, alla definizione di normative e alla riflessione metodologica maturata anche in seguito a eventi traumatici come l’alluvione di Firenze del 1966, il restauro divenne momento di conoscenza e documentazione, volto a preservare ogni componente dell’oggetto, inclusi frammenti e riparazioni precedenti, privilegiando il principio del minimo intervento - una scelta etica e metodologica volta a limitare allo stretto necessario le operazioni, al fine di preservare tutte le informazioni storiche di cui quell’oggetto è testimone - e l’utilizzo di materiali idonei alla conservazione e reversibili.
Maria Chiara Abate


