REDDIS - REcycled meDieval DIplomatic fragmentS
Il documento greco
La documentazione bizantina, soprattutto quella prodotta dalle cancellerie imperiale e patriarcale e da istituzioni locali, è in parte conservata non in forma integra, ma attraverso frammenti reimpiegati per la conservazione libraria. Come si apprende da diversi casi noti, originali o copie ufficiali di documenti furono dismessi e riutilizzati primariamente come fogli di guardia, controguardie e coperte a protezione di volumi manoscritti.
Tali forme di riciclo rispondevano innanzitutto a esigenze pratiche che portavano a non scartare il supporto una volta che il documento aveva esaurito la sua validità o utilità giuridico-amministrativa.
I documenti potevano quindi diventare materiale di riuso nello stesso ufficio di cancelleria che li aveva emanati oppure, a distanza di decenni dalla stesura, essere rifunzionalizzati nelle sedi di destinazione. I lacerti così conservati assumono oggi un valore storico di grande importanza: essi permettono di esaminare una documentazione altrimenti perduta e di ricostruire pratiche di conservazione, scarto e recupero nel mondo bizantino.
Domenico Surace
