REDDIS - REcycled meDieval DIplomatic fragmentS
Documenti pubblici e semipubblici
Il documento pubblico è la testimonianza scritta di un fatto giuridico prodotta da una pubblica autorità – come il papa, l’imperatore, i comuni, le signorie – secondo gli usi della propria cancelleria. Ne consegue che anche i dispositivi di autenticazione (come sigilli, sottoscrizioni, segni grafici speciali, formule) dipendono dalla stessa autorità che compie l’atto e ne garantisce la validità. Nella mostra REDDIS questa tipologia è rappresentata soprattutto dalle litterae pontificiae, conservate sia in originale sia in copia.
Una parentesi necessaria riguarda i documenti semipubblici: atti emanati da autorità minori (vescovi, signori feudali) che, pur esercitando funzioni giurisdizionali, non disponevano stabilmente di una cancelleria. In questi casi la redazione era affidata a notai esterni, capaci di combinare la fides di cui godevano con elementi di solennità pubblica. Un documento vescovile presente nel percorso espositivo rende evidente questa natura ibrida.
Sotto il profilo cronologico, i documenti pubblici e semipubblici mostrano una notevole longevità materiale: l’uso della pergamena per questi atti prosegue ben oltre il Medioevo, raggiungendo talora il XVIII secolo. La scelta del supporto, infatti, rispondeva all'esigenza di conferire solennità e stabilità a testi destinati a conservarsi: gli atti – soprattutto quelli più solenni – venivano spesso vergati su pergamene di grande formato e di eccellente qualità. Proprio queste caratteristiche materiali, d’altra parte, una volta venuta meno l’utilità pratica dell’atto, ne favorirono il reimpiego in legatoria e quindi la sopravvivenza in forma frammentaria.
Michele Impagnatiello




