Dall’Alma Mater al mondo. Dante all’Università di Bologna

Polacco e russo

Traduzioni in lingua polacca e russa (a cura di Nadzieja Bąrowska, Gabriella Elina Imposti, Alessandro Niero)

Le versioni polacche e russe mostrano uno spiccato interesse per la restituzione metrica e ritmica. La canonica traduzione polacca della Commedia di Porębowicz [1] apparsa nei primi anni del XX secolo, adotta la terzina dantesca e ricerca una resa testuale arcaica e complessa. Usa invece una lingua polacca contemporanea Agnieszka Kuciak [2] nel tradurre l’Inferno, pur adottando l’endecasillabo e la terza rima con una grande attenzione interpretativa della volontà dantesca. Prodotta durante l’assedio di Leningrado (1941-44), la traduzione in russo di Lozinskij [3] diventa la versione per eccellenza dell’età sovietica. L’endecasillabo è risolto nel pentametro giambico e si rispettano le terzine incatenate. Sempre di età sovietica la traduzione delle opere minori di Dante a cura di Goleniščev-Kutuzov [4] in cui ancora una volta si cerca di rispettare gli aspetti formali dei testi originali. Risultò perciò prorompente nel panorama culturale russo la nuova traduzione della Commedia di Iljušin [5] il quale, rinunciando alla pentapodia giambica tipica del versificare russo moderno, adotta l’endecasillabo, dall’effetto arcaicizzante all’orecchio russo. Anche le scelte lessicali vanno verso il recupero di arcaismi. 

EN

Translations into Polish and Russian 

The Polish and Russian versions display a strong interest in reproducing the metre and rhythm of the original.  The canonical Polish translation of the Comedy, by Porębowicz [1], appeared in the early 20th century. Adopting the Dantean tercet, it is purposefully archaic and complex. Agnieszka Kuciak instead employed contemporary Polish language [2] in translating the Inferno, while adopting the hendecasyllable and rhyming the third line with great attentiveness to Dante’s will as a poet. Produced during the siege of Leningrad (1941-44), Lozinsky’s translation in Russian [3] became the Dante par excellence of the Soviet age. Lozinsky transformed the hendecasyllables into iambic pentametre while preserving Dante’s interlocking tercets. Goleniščev-Kutuzov’s translation of Dante’s minor works [4] also dates to the Soviet era and seeks to preserve the formal characteristics of the original texts. Iljušin’s new translation of the Comedy [5] disrupted the cultural scene by renouncing the iambic pentapody typical of modern Russian poetry in favour of the hendecasyllable, to archaic effect for the Russian ear. His lexical choices also reflect a search for the archaic.