REDDIS - REcycled meDieval DIplomatic fragmentS
Introduzione
La storia non è poi
la devastante ruspa che si dice.
Lascia sottopassaggi, cripte, buche
e nascondigli. C'è chi sopravvive.EUGENIO MONTALE
Cosa si è salvato del patrimonio di documenti manoscritti del nostro passato?
Per molti secoli documenti e libri manoscritti in pergamena hanno costituito il principale veicolo di trasmissione e di conservazione del diritto, del sapere e della cultura, pur essendo soggetti essi stessi alla caducità della materia su cui erano vergati, ai mutamenti della storia e ai processi di selezione attuati, in maniera più o meno consapevole, dall’uomo, finendo per essere poi progressivamente dismessi e sostituiti, specialmente dopo l’avvento di nuovi media, come la carta e la stampa. Fortunatamente, una parte significativa di questa eredità culturale è scampata all’inesorabile scorrere del tempo grazie all’antica pratica del riuso: smembrata, mutilata, trasformata nel suo aspetto e riadattata, è arrivata fino a noi in forme nuove.
La mostra esplora questa peculiare e forse inattesa forma di sopravvivenza e di trasmissione inconsapevole del patrimonio di documenti e scritture della pratica prodotti a mano nel Medioevo e nella prima Età moderna. Proprio come accadeva ai codici manoscritti, così anche registri, cartulari e raccolte documentarie di vario genere, ma anche semplici fascicoli, documenti sciolti e cedole che avevano perso valore giuridico o che per qualche motivo non servivano più, anziché essere distrutti venivano smembrati e ridotti in frammenti per essere poi riutilizzati in vario modo, ma soprattutto come materiale da legatoria.
Seppur manipolati e riadattati a nuovi usi e funzioni, essi sono preziosissimi testimoni di ciò che un tempo furono documenti a tutti gli effetti: una volta gelosamente custoditi in sacchi, casse e armaria all’interno di antichi archivi, prima di intraprendere le molteplici e misteriose vie dello scarto e del riuso grazie alle quali sono finalmente arrivati fino a noi.
Il documento è la testimonianza scritta di un fatto di natura giuridica, compilata coll'osservanza di certe determinate forme destinate a procurarle fede e a darle forza di prova.
CESARE PAOLI
La mostra restituisce quindi un piccolo ma significativo campionario di tali ‘ex-documenti’, per così dire, in rappresentanza dello straordinario e ben più ricco patrimonio emerso durante le ricognizioni condotte nell'ambito del progetto REDDIS presso oltre 50 enti di conservazione del territorio italiano, dalla Lombardia al Piemonte e alla Liguria, dall’Emilia Romagna al Lazio e alla Campania. Un insieme di frammenti documentari databili dal X fino al XVIII secolo, tanto più interessante perché non limitato all’ambito latino, ma provvisto anche di testimonianze in lingua volgare, ebraica e persino greca, ad attestazione della pervasività e trasversalità delle pratiche di reimpiego della pergamena.
Dalle pieghe consunte della pergamena riciclata, questi relitti documentari lasciano affiorare microstorie, tracce, echi, nomi e date di un passato di cui spesso non si è conservata altra memoria. Al tempo stesso, essi ci restituiscono importanti e inedite attestazioni dei processi di selezione della cultura scritta e delle pratiche materiali di conservazione, scarto e reimpiego dei documenti condotte nel Medioevo e nella prima Età moderna, sollecitandoci a riscoprire pratiche virtuose e modelli di comportamento ecosostenibili che affondano le loro radici nella nostra più antica tradizione culturale.
Cristina Carbonetti Vendittelli, Marta Luigina Mangini, Maddalena Modesti, Valentina Ruzzin
Mostra virtuale a cura di Maddalena Modesti e Cristina Solidoro, pubblicata il 13 febbraio 2026.
REcycled meDieval DIplomatic fragmentS (REDDIS) è una mostra virtuale allestita nell’ambito dell’omonimo progetto PRIN PNRR 2022 (CUP J53D23017780001), finanziato dall’Unione Europea - Next Generation EU, che ha visto la stretta collaborazione tra le équipe di ricerca locali dell’Università di Roma Tor Vergata, Milano, Genova e Bologna coordinate rispettivamente da Cristina Carbonetti Vendittelli (PI), Marta Luigina Mangini, Valentina Ruzzin e Maddalena Modesti.