REDDIS - REcycled meDieval DIplomatic fragmentS
Item
reimpiego di documento notarile
Title
reimpiego di documento notarile
Alternative Title
investitura notarile da parte di un conte
Identifier
Bologna, Archivio di Stato, Atti dei notai del distretto di Bologna, registro 30.1
Type
investitura notarile
Date
1271 febbraio 12
Spatial Coverage
Bologna
Creator
Nicholaus Lardarinus, notaio
Medium
pergamena
Extent
pergamena integrale
Language
latino
Is Part Of
registro di imbreviature di Cambius quondam Alberti Cambi, 1385 aprile 16 - 1385 dicembre 11, Bologna
Description
Nomina a tabellione di Ugolino figlio del fu Rodolfo di Agreste da parte di Rodolfo, figlio del conte Ranieri da Panico. Contestualmente alla nomina il nuovo notaio riceveva simbolicamente gli strumenti essenziali per esercitare il mestiere, la penna di volatile ed il calamaio. Recita infatti il formulario: "cum penna et calamaio legittime investivit".
Il documento dai caratteri intrinseci ed estrinseci originali, in buono stato conservativo, è stato reimpiegato come coperta floscia di un registro di imbreviature notarili del XIV secolo, appartenente ad un notaio diverso dall'estensore del documento.
La nomina di un notaio da parte di un conte risulta peculiare nel contesto della Bologna di fine XIII secolo, in cui l'accesso alla professione notarile era comunemente regolata dalla frequentazione delle scuole di "artes" ed il relativo superamento di un esame finale per ottenerne la licenza e l'iscrizione alla matricola della società.
Un documento tale, reimpiegato un centinaio di anni dopo la sua stesura, fa presumere che il riuso sia da attribuire ad un successivo conservatore che potrebbe aver acquisito il documento o l'intero archivio in cui esso era inserito alla morte o alla cessazione dell'attività del notaio estensore.
Il documento dai caratteri intrinseci ed estrinseci originali, in buono stato conservativo, è stato reimpiegato come coperta floscia di un registro di imbreviature notarili del XIV secolo, appartenente ad un notaio diverso dall'estensore del documento.
La nomina di un notaio da parte di un conte risulta peculiare nel contesto della Bologna di fine XIII secolo, in cui l'accesso alla professione notarile era comunemente regolata dalla frequentazione delle scuole di "artes" ed il relativo superamento di un esame finale per ottenerne la licenza e l'iscrizione alla matricola della società.
Un documento tale, reimpiegato un centinaio di anni dopo la sua stesura, fa presumere che il riuso sia da attribuire ad un successivo conservatore che potrebbe aver acquisito il documento o l'intero archivio in cui esso era inserito alla morte o alla cessazione dell'attività del notaio estensore.
Contributor
Benedetta Giusti