REDDIS - REcycled meDieval DIplomatic fragmentS
Item
frammento di registro
Title
frammento di registro
Identifier
Parma, Biblioteca Palatina, St. 298
Type
registro
Date
XVII sec.
Spatial Coverage
Italia settentrionale
Medium
carta
Extent
frammento di foglio, mm 112 x 170
Language
ebraico
Description
Il frammento proviene da un foglio di guardia interno di un volume appartenuto a Giovanni Bernardo De Rossi. La sua prassi, ben documentata, prevedeva il recupero di frammenti di manoscritti presenti nelle legature di libri o registri: li staccava, rilegava solo quelli biblici ritenuti meritevoli di conservazione e scartava gli altri. La presenza di questo lacerto è quindi il risultato di un riuso precedente all’ingresso del volume nella sua collezione.
Nel caso dello Stampato 298, una Bibbia in ottavo stampata da Isacco Foà nel 1743–44, il secondo foglio di guardia anteriore è costituito da un frammento ebraico scritto a penna, recante la sigla “Tom. 1.” in caratteri latini, apposta dallo stesso De Rossi. Un frammento analogo, sebbene privo di scrittura, compare anche nello Stampato 299, suggerendo che entrambi i volumi siano stati restaurati o confezionati con materiali provenienti da un medesimo registro ebraico.
Il testo ebraico comprende una lista di nomi accompagnati da cifre relative a somme versate in un contesto comunitario non identificabile. La struttura richiama i pinqas, i registri amministrativi delle confraternite e delle comunità ebraiche, che documentavano offerte, pagamenti, attività caritative e deliberazioni interne. L’intestazione mutilata non consente di chiarire la natura precisa dei versamenti, ma il contenuto rimanda chiaramente a una pratica contabile.
La scrittura è una corsiva documentaria italiana, databile alla fine del XVII secolo grazie al confronto con scritture coeve dell’Italia settentrionale. La presenza di una sigla italiana e l’impaginazione orientata a sinistra riflettono inoltre il più ampio processo di transizione dall’ebraico all’italiano nella produzione scritta ebraica tra Seicento e Settecento. I cognomi presenti suggeriscono una provenienza dall’Italia nord-orientale.
Questo frammento offre uno sguardo raro sulle pratiche amministrative dell’ebraismo italiano in età moderna.
Nel caso dello Stampato 298, una Bibbia in ottavo stampata da Isacco Foà nel 1743–44, il secondo foglio di guardia anteriore è costituito da un frammento ebraico scritto a penna, recante la sigla “Tom. 1.” in caratteri latini, apposta dallo stesso De Rossi. Un frammento analogo, sebbene privo di scrittura, compare anche nello Stampato 299, suggerendo che entrambi i volumi siano stati restaurati o confezionati con materiali provenienti da un medesimo registro ebraico.
Il testo ebraico comprende una lista di nomi accompagnati da cifre relative a somme versate in un contesto comunitario non identificabile. La struttura richiama i pinqas, i registri amministrativi delle confraternite e delle comunità ebraiche, che documentavano offerte, pagamenti, attività caritative e deliberazioni interne. L’intestazione mutilata non consente di chiarire la natura precisa dei versamenti, ma il contenuto rimanda chiaramente a una pratica contabile.
La scrittura è una corsiva documentaria italiana, databile alla fine del XVII secolo grazie al confronto con scritture coeve dell’Italia settentrionale. La presenza di una sigla italiana e l’impaginazione orientata a sinistra riflettono inoltre il più ampio processo di transizione dall’ebraico all’italiano nella produzione scritta ebraica tra Seicento e Settecento. I cognomi presenti suggeriscono una provenienza dall’Italia nord-orientale.
Questo frammento offre uno sguardo raro sulle pratiche amministrative dell’ebraismo italiano in età moderna.
Contributor
Roberta Tonnarelli