REDDIS - REcycled meDieval DIplomatic fragmentS
Item
coperta floscia
Title
coperta floscia
Alternative Title
Licenza d'affitto
Identifier
Bologna, Archivio Generale Arcivescovile, Parrocchie Soppresse della Città, 13/15.4
Type
Licentia locandi in emphiteosin
Date
1537 maggio 5
Spatial Coverage
Bologna
Creator
Bartolomeo Foscarari
Medium
pergamena
Extent
foglio integrale
Language
latino
Is Part Of
Libro degli affittuari e pisonenti della parrocchia dei Ss. Fabiano e Sebastiano di Bologna, in uso negli anni 1585-1601
Description
Il documento riutilizzato è una licenza emessa da Agostino Zannetti, vicario generale del vescovo bolognese Lorenzo Campeggi, nei confronti del clerico Cristoforo de Blanchis, rettore della chiesa di S. Maria degli Ariosti, al quale viene concessa la facoltà di affittare in enfiteusi alcuni terreni. La licenza era un requisito necessario per stipulare contratti di locazione, dato che i possedimenti elencati facevano parte del beneficio ecclesiastico, quindi sottoposti al vaglio della giurisdizione episcopale bolognese. Inoltre, nel dettato dell’atto, si specifica che i proventi delle future locazioni dovevano essere
impiegati per far fronte alle spese di sostentamento compiute dal vicario parrocchiale Matteo de Brunatis, come quelle per l’acquisto di cera e di candele, paramenti sacri e per tutte le altre uscite necessarie all’ordinaria amministrazione della
parrocchia.
Lo scarto del documento deve essere avvenuto tra il 1566, data di probabile fine della validità dell'atto, e il 1597, data del suo riuso.
Anche riguardo alle motivazioni dello scarto dell’atto di licenza, si possono effettuare solo alcune congetture: la chiesa di S. Maria degli Ariosti, situata presso Riosto ne comune di Pianoro, si trovava nel territorio in cui la nobile famiglia bolognese degli Ariosti aveva numerosi possedimenti, oltre che a detenere il giuspatronato della stessa chiesa. In città, la famiglia Ariosti risiedeva nelle case antistanti alla cattedrale di S. Pietro ma, a partire dal 1548, le abbandonarono progressivamente. Le abitazioni di fronte alla cattedrale erano situate a poche centinaia di metri dalla parrocchia dei Ss. Fabiano e Sebastiano, luogo in cui la licentia si è conservata sottoforma di coperta di un registro utilizzato proprio da quest’ultima chiesa. Pertanto, si può supporre che il documento sia rimasto presso gli Ariosti e, terminata la sua validità ed in seguito alla divisione della famiglia e al cambiamento di residenza, esso sia confluito tra i materiali di reimpiego della vicina parrocchia.
impiegati per far fronte alle spese di sostentamento compiute dal vicario parrocchiale Matteo de Brunatis, come quelle per l’acquisto di cera e di candele, paramenti sacri e per tutte le altre uscite necessarie all’ordinaria amministrazione della
parrocchia.
Lo scarto del documento deve essere avvenuto tra il 1566, data di probabile fine della validità dell'atto, e il 1597, data del suo riuso.
Anche riguardo alle motivazioni dello scarto dell’atto di licenza, si possono effettuare solo alcune congetture: la chiesa di S. Maria degli Ariosti, situata presso Riosto ne comune di Pianoro, si trovava nel territorio in cui la nobile famiglia bolognese degli Ariosti aveva numerosi possedimenti, oltre che a detenere il giuspatronato della stessa chiesa. In città, la famiglia Ariosti risiedeva nelle case antistanti alla cattedrale di S. Pietro ma, a partire dal 1548, le abbandonarono progressivamente. Le abitazioni di fronte alla cattedrale erano situate a poche centinaia di metri dalla parrocchia dei Ss. Fabiano e Sebastiano, luogo in cui la licentia si è conservata sottoforma di coperta di un registro utilizzato proprio da quest’ultima chiesa. Pertanto, si può supporre che il documento sia rimasto presso gli Ariosti e, terminata la sua validità ed in seguito alla divisione della famiglia e al cambiamento di residenza, esso sia confluito tra i materiali di reimpiego della vicina parrocchia.
Contributor
Roberta Napoletano