Il Segno di Ariosto. Autografi e carte ariostesche nell'Archivio di Stato di Modena.
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30. Lettera di Ludovico Ariosto ad Alfonso I d'Este. Castelnuovo, marzo 1524.
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- 30. Lettera di Ludovico Ariosto ad Alfonso I d'Este. Castelnuovo, marzo 1524.
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ASMo, Archivio segreto estense, Cancelleria, Archivio per materie, Letterati, b.3, fasc. 58. Edizione Angelo Stella 1984 n. 144.
«Illustrissimo et excellentissimo Domino domino meo singularissimo Domino Duci Ferrariae etc. Ferrariae.
<Illustrissimo et eccellentissimo Sig>nor mio io credo che l’exhibitor di questa m. Iacomo Pisano <si lagnerà che la> causa che già molto tempo pende fra lui e Pier Morello <non sia st>ata condotta a fine. E perché vostra excellentia non creda che la <colpa sia> mia, io le fo intendere come havendo io chiamato li <quattro> deputati sopra la gabella, alli quali et insieme a me la causa <fu comm>essa, e ben veduti e considerati li capitoli de la gabella, <e p>igliato informatione da tutti quelli che per li tempi inanzi erano stati <cond>uttori di essa gabella, e da quelli c’haveano ricordo di poi <che t>al gabella fu constituita fin al dì d’hoggi; et essendo benissimo se m. Iacomo doveva essere absoluto o non da la p<etitione di> Pier Morello, solo ne restava un dubio: se la parte <perden6gt;te dovea essere condennata ne le spese o non. Né essendo <li qu>attro né io iurisperito, si accordamo di domandare, <sopra> questo dubbio, consiglio; e perché li capitani iurisdicenti <de la> provincia vedevamo sospetti alle parti, deliberato <di mand>are il processo a Lucca, sì come in luogho donde più <presto> haveressimo risposta che da Ferrara, la quale ci pareva <troppo> rimota. In questo tempo Pier Morello, o difidandosi che da <Lucca> il consiglio venisse per lui, o pur desiderando di mandare <la cosa> in lungo, hebbe ricorso a Ferrara, e fece venire una lettera <la quale> commetteva che per modo alcuno io non avessi <a decidere> secondo il consiglio di Lucca, ma che volendo consiglio lo man<dassi> a domandare a Ferrara. Per questo io domandai il processo <alle p>arti per mandarlo a Ferrara: e prima questo mastro Iacomo <ri>spose che non voleva dare la sua coppia, perché non cavea <piacere> che la sua causa fosse veduta da altri che da quelli alla <quali il> Signore l’haveva commessa, cioè da me e da li quattro; <Pier More>llo non voleva dare se non quelli acti che erano ; per questo io non ho fatto altro, se non che mi sono ass<unto l’impegno di> accordarli; ma Pier Morello non vòlse venire <ad accordi. Gli> homini di Castelnovo malvolentieri vengono a dar <sentenzia contra> li quattro che erano l’anno passato, per non far danno a <l’una parte o> a l’altra. Pur quando vostra excellentia mi liberi ch’io sententi <secondo> la prima commissione, cioè secondo il parere de li quattro, io e<xpedirò la> cosa sùbito. Quando ancho le paia che si pigli consiglio a F<errara>, mi commetta ch’io astringhi l’una de le parti o pur amen<due in>sieme a far levare il processo, ch’io lo mander<ò a vostra excellentia: in> buona gratia de la quale mi raccomando.
Castelnovi, <. . Martij> 1524.
Ser<vitor Ludovicas Ariostus>.» - Date
- 03-1524